Crisi e crisette

Mi fa sorridere che fra tutti gli argomenti che potrebbero essere fonte di discussione, giornalistica e "da bar", si parli molto del momento di attrito fra un ministro della Repubblica e il Presidente del Consiglio, proprio ora che si sta per aprire il confronto con l'opposizione sulla Legge Elettorale (che dovrebbe favorire sul lungo periodo una maggiore stabilità di governo); un confronto nel confronto e già così si ha la misura di quanto questa sia una vicenda tutta italiana.
Forse il licenziamento di parte dello staff, vicino al partito della premier dato non irrilevante per capire il perché della polemica, operato dal ministro della Cultura Giuli è parso un attacco diretto al Governo stesso, ma perché?
Io motivo è stata la mancata concessione di fondi al documentario sulla tragica vicenda di Giulio Regeni, il ricercatore italiano ucciso in Egitto senza che la verità definitiva sia ancora emersa. 
Dal ministero della Cultura i fondi per il docu film non sono stati stanziati mentre per altri progetti si (siamo onesti per film spazzatura o addirittura per fantomatici progetti presentati da killer stranieri come il Kaufman uxoricida e infanticida a Villa Pamphili a Roma); certo la decisione ha origine con la precedente guida ministeriale ma la polemica è esplosa oggi.
Chiaro che il ministro Giuli abbia voluto fare chiarezza sulla gestione non tanto presente del suo dicastero quanto su quelle passate, una sorta di pulizia di fondo, cercando di fare chiarezza attorno a sé, nei suoi collaboratori più stretti.
E questo è forse il nodo focale del piccolo scontro con il Governo. I due collaboratori esautorati dal ministro sono esponenti vicini al partito della premier, chiaro quindi il disagio di questi giorni che per inciso segue di pochi giorni la diatriba alla Biennale di Venezia fra lo stesso Giuli e l'onnipresente ministro Salvini.
A "tanto così" dal tavolo di confronto con le opposizioni emerge l'ennesima spia di una crisi strisciante in senno alla maggioranza, una crisi seguita alla sconfitta nel referendum sulla Giustizia.
Queste epurazioni sono forse un tradimento?
Sicuramente l'inizio di una convivenza forzata con vista sulla Legge Elettorale.


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