Alza il volume

5 novembre, mattina poco prima dell'alba.
Ho alzato il volume della televisione. L'ho alzato contento di farlo, perché chi parlava da dentro lo schermo aveva qualcosa da dire. Finalmente.
Finalmente, in coda ad un anno che sembra infinito, duro, tragico, senza fine.
E volgare, belle parole e nei fatti, arrogante, a stelle e strisce o meno, povero di vocabolario, gretto, da cowboy.
È la mattina del 5 novembre in Italia e ascolto Zohran Mandani annunciare la propria vittoria elettorale ai microfoni, davanti ai propri elettori e forse non solo.
Il giovane nuovo sindaco di New York, 34 anni, ha dapprima durante la campagna elettorale attaccato personalmente (giovane, "comunista", di sinistra, emigrato) il neo sindaco poi come da copione del tycoon è passato alle minacce (stop ai fondi federali per la città di New York se avesse vinto il giovane politico). Il risultato è in questa nottata americana che dalla Grande Mela, che ad onore del vero non rappresenta appieno gli Usa pur essendo un microcosmo di integrazione di notevole rilievo, lancia un messaggio proprio al presidente e alla sua squadra. E lancia un messaggio al movimento Dem americano; a ruota dell'elezione di Mamdani i Dem hanno vinto la tornata elettorale per i governatori anche in Virginia e New Jersey, sia pure con candidati Dem di provenienza diversa (due donne, una ex CIA ed una ex elicotterista della Marina Militare). 
Una folata di vento fresco nella botte americana che può spingere come da anni non si vedeva i Dem dopo gli anni incerti della presidenza Biden nelle elezioni di Mid-term del 26 novembre 2025.
Ufficialmente Mamdani si insedierà alla City Hall il primo gennaio 2026; il tempo necessario per prendere le misure non tanto ai propri elettori quanto ai tycoon, agli immobiliaristi che hanno fatto sempre fortuna a New York (la stessa fortuna di Trump è iniziata qui), ai speculatori che della città sono parte integrante.
Il programma elettorale del neosindaco parla di auto us gratuiti, affitti bloccati (New York è città cara, esosa) e politiche sociali sembra fatto apposta per andare allo scontro con l'elite economico-finanziaria. L'entusiasmo del neo sindaco può fungere da traino per i Dem, finalmente vincitori, e arginare le critiche dei tycoon e degli speculatori. Un discorso che va anche oltre l'aspetto politico.
La fine d'anno di Mamdani sarà molto faticosa e densa ma getterà sicuramente le basi per il futuro. Suo e della città.
Alzo il volume.

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