Guerra e pace, poca

Ho perso il conto delle guerre in corso, del loro peso all'interno degli equilibri del mondo. Ho perso il conto delle promesse, delle parole e degli indici puntati all'aria, nel mezzo del nulla. Ho perso altresì il conto preciso di quante guerre in meno di un anno di amministrazione MAGA il presidente Trump ha fatto finire, forse sette forse otto, e che sono continuate comunque in altre forme.
Forme e modalità che variano probabilmente da continente a continente, da economia ad economia. Ecco, probabilmente ogni conflitto è  rivestito da un interesse superiore in base a quale sia l'area geografica in cui si genera il conflitto.
Conflitto che in primis ci parla di persone e cose egualmente distrutte, cancellate. Distrutte e cancellate in nome e per conto del potere, della religione, del denaro. Fine forse principale, primo ed ultimo. 
Ho perso il conto delle sortite televisive di pessimi portavoce di regime, di presidenti- dittatori stile Putin che per noi occidentali che siamo incapaci di comprendere appieno le motivazioni e le dinamiche del conflitto russo-ucraino, appare con una cadenza chirurgica sugli schermi tv per accusare, prendere le distanze, annunciare e mai spiegare anche quando al confine, nei territori stravolti dal conflitto si muore, ogni giorni con cadenza tragica. Anche se c'è stato un momento in cui il mondo si è scordato un po' di quanto a cade nel Vecchio Continente, attratto da una diversa ma ugualmente tragica catastrofe, appena sull'altra sponda del Mar Mediterraneo.
Ho smesso di capire, tenere il conto dei giorni in cui ho letto e sentito che la Cina può essere il partner ideale sia per Occidente che per Oriente mentre lo stesso Dragone pianifica il suo futuro economico-sociale- militare sigillato con il sorriso glaciale del suo leader Xi Jingpin. Strette di mano e missili, test nucleari sulla via della ripresa, conflitti sparsi in tutto il mondo; dal sud est dell'Asia, Cambogia e Thailandia, al Sud Sudan passando per l'Etiopia e la Nigeria, sbarcando poi al largo del Venezuela per ritornare in medio oriente, in quella Gaza, e Cisgiordania, distrutta da due anni di guerra e genocidio.
Ho perso il conto perché il conto è troppo elevato e i protagonisti negativi in questa contabilità sono tanti, troppi ma anche sempre gli stessi; politici-tycoon-speculatori.
E ho anche perso di vista cosa è importante e cosa no. Le terre rare così importanti oggi come non mai, e la pace altrettanto rara. Non so cosa sia ancora importante, cosa valga la pena e cosa no.
C'è confusione, deleteria, dannosa, brutta e io ho perso il conto e l'orientamento.




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