E venne la quarta legge di bilancio del governo Meloni.
Venne in una notte romana fredda, senza stelle comete ad indicare la via ai tre Magi.
Venne dopo una notte insonne, fra pile di fotocopie e telefonate forse disperate; chi ha alzato per primo la cornetta si tampona la fronte con un fazzoletto. È stata dura ma prima di San Silvestro la manovra sarà approvata e il cenone salvo, si arriverà tutti in orario.
Pazienza per chi protesta, ormai è abitudine.
In una notte romana fredda il 2026 degli italiani si è andato delineando, passando sopra alle liti interne alla maggioranza, agli interpelli dell'opposizione, ai franchi tiratori, falchi e colombe vari e a vario titolo.
Come tutte le leggi di bilancio (di questo governo ma anche di tutti quelli che l'hanno preceduto) fa discutere, provoca divisioni interne ed esterne tipicamente italiane per altro, regala agitazioni sindacali a volte apparse troppo forzate.
Anche questo è tipico italiano, marchio di fabbrica del mondo politico e sociale.
I temi che i Magi hanno portato in dote sono sempre i soliti, repetita iuvant viene da pensare. PIL, condono edilizio, meno soldi destinati all'edilizia e il 2026 nel settore non lascia prevedere un anno di facile gestione per gli operatori del settore. Bonus bollette approvati ma con le soglie ISEE più alte e stipendi più tassati anche se su carta ci sono stati gli aumenti contrattuali (con seguente aumento del costo del lavoro e post festività calo delle assunzioni già preventivato da buona parte delle aziende).
Sanità, altro tema ricorrente in senno alla maggioranza (questa in carica e tutte quelle prima) che subisce anno dopo anno una vera e propria opera di demolizione quasi bipartisan: più soldi a sanità privata con una fioritura nel paese di un numero notevole di cliniche private, e l'assenza ormai radicata nel sistema sanitario di reperire medici di base. E la sanità pubblica? L'obiettivo pare essere quello di farla sopravvivere non vivere e crescere, svilupparsi.
Stesso discorso per la Scuola, base per la crescita delle nuove generazioni: più soldi alla scuola privata, agli istituti paritari mentre nella pubblica a settembre spetta ancora e nuovamente ai genitori acquistare materiale di base per iniziare e forse terminare al limite della sopravvivenza un nuovo anno scolastico.
La promessa infine che questi nuovi Magi anomali avevano fatto di eliminare la legge Fornero e quindi rivedere a favore del dipendente l'età pensionabile, abbassarla se possibile, è rimasta tale, forse coperta fra le pile di fotocopie da un post It, da un rigo di pennarello nero: hanno allungato l'età pensionabile così come a suo tempo l'Inps aveva allungato l'età in cui definirsi anziano. I 75 anni di un anziano oggi corrispondano ai 75 anni di un dipendente...
Idee alternative all'opposizione dicono che ce ne sono, lo dice l'opposizione ovviamente ma al momento non sembrano venire recepite dai simpatizzanti, dagli elettori delle stesse opposizioni.
Arriverà quindi il 30 dicembre, la quarta legge di bilancio del governo Meloni vedrà la luce in tempo per organizzare il cenone di San Silvestro.
Per tutti gli altri ma soprattutto per quelli che non siedono su nessuno degli scranni del Parlamento, Camera o Senato che sia, ci sarà un paese fortemente diseguale, più di adesso, ed un 2026 molto difficile.
Commenti
Posta un commento