C'è il sole alto, ci sono le montagne opposte al mare che riposa dall'altra parte. C'è sole, alto anche se non scalda come d'estate, se non richiama profumi di cocco e mare. C'è tanto sole, troppo sole ed è inverno, un inverno chiaro, luminoso, per l'ennesima volta soleggiato. E Natale è alle porte ormai.
Natale col sole, col caldo, senza maglione, senza la neve, eppure non più tardi di due settimane fa sembrava che ne fosse caduta a sufficienza per garantire la stagione invernale sulle piste da sci, nei rifugi sulle cime.
Il tempo metereologico è bizzarro, ironico, inascoltato il più delle volte. Molte altre volte purtroppo. Anticipa le stagioni quando non se lo aspetta nessuno, le accorcia altre volte. Le rende quasi evanescenti, tanto da rendere a volte ingestibile la gestione dell'armadio di casa.
Svanisce in fretta una giornata di sole, al risveglio sei avvolto da una coltre di acquerugiola chiamata nebbia, poi la pioggia, la neve e di nuovo il sole. Come se non ci fosse una soluzione di continuità.
Sono avvisaglie ormai consuete di una instabilità climatica che non conosce confini, che si sposta da est ad ovest e da nord a sud lasciando a terra i danni e i problemi dell'incuria dell'uomo.
Esiste ed è tanto reale da essere tangibile ogni volta che la neve cade più copiosa, che la pioggia allaga confini spesso ritenuti invalicabili. Esiste ma nessuno ascolta, studia, osserva, cerca di risolvere o ci tenere il problema. Che è un problema enorme, che tocca tutti gli angoli del mondo senza differenze sociali o climatiche.
Evitare di affrontare questa emergenza sembra essere un gioco maldestro della maggior parte dei governi e dei governanti del mondo. Nemmeno davanti ad immani catastrofi, ad emergenze climatiche evidenti e diffuse che hanno sempre inevitabili ricadute in termini di vite umane ed economiche.
È notizia di oggi, primo giorno di inverno, che alcune piste da sci hanno chiuso per mancanza di neve, perché serve oggettivamente più la crema dopo sole che i dopo sci. E sia nel breve che nel lungo periodo questa semplice battuta avrà ricadute pesanti sul lato economico (minori presenze, minori entrate, esigenza di tagliare il personale con conseguente riduzione di un costante programma di manutenzione delle strutture) che umano (l'abbandono delle zone economicamente indebolite).
Nonostante tutto questo è un problema che nessun governo si pone, programma di affrontare con le dovute politiche e manovre.
Ci sono tanti appelli, da presunti vip come da persone comuni, sui social come per le strade, così come nelle aule di governo.
Si preferiscono altre strade, altre idee, altre strategie politiche non esattamente popolari né coerenti (vedasi l'annullamento dello stop ai motori a benzina annullato a Bruxelles) come politica, politicanti e stampa di partito vogliono farci credere.
Ci sarà un altro inverno caldo, col sole alto che ti viene voglia di fare lunghe passeggiate al mare, che gli alberi germogliano a fine gennaio; apriremo i pacchi sotto l'albero di Natale col sole che splende, con la neve che manca, con la nebbia che salirà all'improvviso senza pensare che alla prima pioggia, al primo temporale potrebbero esserci conseguenze enormi.
C'è il sole alto, caldo, anche se è inverno.
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