Febbraio colore grigio

Piove poi smette poi ripiove e poi di nuovo smette. Benvenuto febbraio quindi, Carnevale e frittelle pronti all'uso, Pasqua ferma sullo sfondo. Sono giornate grigie, lunghe da passare, ferme su ritmi lenti. Il lavoro? Si. Grazie. Risposta che non c'entra molto ma funzionale, data ad arte per lasciare chiuso ogni spazio di replica. Perché? È febbraio. Il mese più corto. Quello un po' più triste.
Il lavoro in questo periodo dell'anno ha la peculiarità di restare fermo su se stesso, complicarsi in modo vorticoso, noioso quasi eppure ti prende tutto il tempo possibile coi numeri, i colli, i report, le mail.
Ecco, il lavoro ricorda molto febbraio: e' di colore grigio. 
Non un colore brutto, "sta su tutto" ma richiama qualcosa di triste, non positivo. E' grigio perché altri lo hanno colorato in questa maniera, lo hanno dipinto di un alone di difficoltà forse inedito.
Succede quando sembri arrivare alla fine di un percorso ed invece ti trovi spinto, tirato per la giacca, e devi ricominciare per forza. Daccapo, una volta di più.
E il grigio vira presto al grigio scuro come le giornate di febbraio corte, piovose, complicate, coi piedi in ammollo e l'odore dei pallets bagnati.
Sarà un report in più, uno in meno, sarà che proprio no, non si può. Ecco.
Febbraio, il lavoro, una frittella di troppo, una mail con allegato un foglio color grigio.
Il mese più corto, appunto.

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