E noi che si fa?

E in tutto questo il governo che fa? Con l'enorme coda di petroliere bloccate nello stretto di Hormuz, il governo che fa?
Non è in guerra, per voce della premier Meloni. Appoggiamo per difenderlo Cipro, sotto attacco dei missili iraniani. 
E sulle basi militari? Oggi 11 marzo 2026 decide il governo probabilmente seguendo il pensiero spagnolo; tempi e modi probabilmente ci verranno comunicati in seguito.
Una cosa oggi appare chiara: riteniamo una violazione del diritto internazionale l'attacco israelo-americano all'Iran.
È un buon punto di partenza e sicuramente non sbagliato.
Resta il problema Hormuz, lo stretto del golfo chiuso dalla guerra in Iran. La grande autostrada liquida che porta il greggio arabo nel mondo.
Golfo che l'Iran sta minacciando di minare il che significa bloccare buona parte delle economie asiatiche e del resto del mondo.
L'italia riceve meno di altri petrolio dalla penisola araba e potrebbe essere in grado di sopperire ad un rifornimento minore.
Diverso il discorso sulla benzina che in questi dieci giorni e poco più di guerra ha vissuto senza dubbio una corsa alla speculazione che il governo cerca di contenere inasprendo le sanzioni per chi speculerà su questo lungo momento di crisi internazionale. Si è anche parlato di accise mobili come intervento per contenere i costi (si usa quindi l'iva in più 
per tagliare l'accisa).
Parole del governo che ci avvicinano un pò di più all'Europa, almeno in questi primi giorni di una guerra che sembra allargarsi ogni giorno di più.



Commenti