Sostegno? Aiuto? Chance di rovesciare il regime? Forse è solo guerra, con missili che partono da cielo, mare, terra. E sono missili americani, a stelle e strisce alla ricerca della pace nel mondo.
E che situazione è?
Marzo inizia coi nuovi venti di guerra, violenza, devastazioni in Medio Oriente il quale giocoforza uscirà da questo conflitto Israele-Usa contro la Repubblica Islamica dell'Iran con nuovi equilibri geopolitici. Dai missili su Teheran con la morte della Guida Suprema Khamenei e di altri rappresentanti i vertici del potere iraniano si è arrivati ai missili su Dubai, Bahrein e infine il sud del Libano, alla caccia di ciò che rimane di Hezbollah dopo la decapitazione dei vertici ad opera di Israele l'estate scorsa.
Dopo le rivolte iraniane di gennaio nuovamente soffocare nel sangue dagli Ayatollah questa coda di inverno assomiglia ad una resa dei conti fra le potenze in gioco.
Israele ha intrapreso la strada del regolamento di conti definitivo con i suoi nemici storici forte dell'appoggio americano. America che come Storia insegna (Iraq ad esempio) attacca laddove ha un minimo sospetto di veder in pericolo la propria sicurezza.
E si bombarda, anche scuole frequentate solo da bambine, civili, certo anche obiettivi militari, strategici.
Appare chiaro che nell'area geografica Israele e Usa non hanno rivali e lanciano messaggi alla Russia, ferma e mai così lontana dall'Iran alleato storico.
Una guerra che non può essere definita lampo perché in meno di 48 ore il conflitto si è allargato a Cipro, le acque del Golfo e alla penisola araba.
Un conflitto che fra gli esuli iraniani nel mondo è stato accolto come una festa.
Sarà la resa dei conti che ha sempre dato l'idea di venire rimandata "a data da destinarsi". Oggi c'è incertezza per le strategie reali delle parti coinvolte, per la complicata realtà mediorientale che non è mai prevedibile.
L'impressione ad oggi, una guerra scatenata senza programma, senza ipotizzare una bozza di futuro, è che il momento adatto sarebbe stato a gennaio, nei giorni drammatici delle proteste dei giovani iraniani.
Oggi questa resa dei conti sembra anche una trappola per tutte le parti in causa.
L'Occidente cosa fa? Osserverà l'evolversi dei fatti senza intervenire? Sosterrà Trump e Netanyahu anche se ad oggi entrambi sembrano semplicemente due guerrafondai che aspirano più ai propri interessi personali che non agli interessi globali.
La pace oggi che sono i primi giorni di marzo sembra tanto lontano e le prime notizie parlano di un prezzo altissimo da fare pagare alla popolazione civile.
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