Prevenzione e chiarezza

Come tutte le guerre scatenate senza un vero motivo, uno valido, talmente valido da convincere il mondo, gli alleati, i nemici, parti in causa e simpatizzanti, appare infinito il tempo. Sia il tempo passato dal primo missile lanciato, sia il tempo che si può ipotizzare manchi al cessate il fuoco.
La verità più complicata da capire oggi è quella di capire quale sia lo scopo vero e proprio, quali conseguenze in quello spicchio di mondo messo a ferro e fuoco da sempre, oggi come ieri. La difficoltà è capire quale importanza rivestano in ordine sparso Gaza, Libano ed Iran per Israele e Usa. Ad uno degli ultimi due paesi citati interessa il caos mantenerlo costante sotto la minaccia delle armi, delle sanzioni economiche, all'altro interessa la stabilità. Quella necessaria per mettere in sicurezza l'intero paese. 
Con il primo trimestre del 2026 ci siamo trovati a dover leggere di bombardamenti e arresti illustri in Venezuela (mai amico degli Stati Uniti), accordi attorno ad un tavolo per pianificare la suddivisione di un territorio che oggi è composto di cadaveri e macerie e che è casa per molte persone. Abbiamo continuato a tenere il conto dei droni e dei missili che cadono in Ucraina, alle vittime che producono, alle vite ed alle case che abbattono, annientano. Ci siamo attaccati speranzosi al filo che ci veniva lentamente calato da "tavoli di pace", colloqui a due, tre sperando che a qualcosa portassero.
Nel momento dello stallo delle trattative fra russi, americani ed ucraini l'arresto del presidente venezuelano Maduro, con un raid a stelle e strisce che ha causato si un cambio radicale di governo ma che vittime civili nel paese sudamericano, vittime del fuoco amico. Amico?
Il presidente Trump dopo le minacce verbali all'omologo venezuelano Maduro iniziò una fitta campagna di bombardamenti ed affondamenti di navi e pescherecci sudamericane certo che trasportassero droga destinata agli Stati Uniti; prevenzione quindi e non sembra importare il prezzo. Come non è sembrato interessare molto l'esito dei bombardamenti dato la velocità con cui è stato tratto in arresto lo stesso Maduro e trasferito in un carcere americano assieme alla moglie. Lo scopo? Combattere i narcotrafficanti coperti dal governo dittatoriale venezuelano, rovesciarne il presidente e instaurare un governo amico, morbido, malleabile (in questa ottica ecco la proclamazione semi seria del segretario di Stato Rubiona Vicerè del Venezuela). 
Questo quanto avvenuto a gennaio ma che viene riprodotto con l'aiuto di Tel Aviv da fine febbraio in Iran; il programma trumpiano è lo stesso. Bombardare, causare vittime fra i civili e fra la nomenklatura del paese nemico (è caduto subito sotto i missili Tomahawk la Guida Suprema Khamenei ma sono cadute anche bambine di una scuola femminile), chiudere i conti con il passato e instaurare un governo amico, malleabile ai voleri a stelle e strisce.
L'appoggio di Israele nello scenario mediorientale è fondamentale; il Medio Oriente più di una volta si è dimostrato trappola per gli eserciti occidentali lì impegnati. Israele che dopo aver in pratica ceduto e lottizzato la Striscia di Gaza ai componenti del Board of Peace, molto Board e poco peace, ha deciso di accelerare la resa dei conti con quelli che sono i suoi rivali storici: Hezbollah in Libano e gli Ayatollah in Iran. I primi già duramente colpiti dopo l'attacco di Hamas il 7 ottobre 2023, nonostante il riparo in Libano sono nuovamente sotto attacco missilistico israeliano e anche qui si contano più vittime civili che militari...Libano del sud che vede loro malgrado coinvolti i soldati del contingente Unifil. Due estati fa furono feriti soldati malesi oggi ghanesi quasi che la missione di annientare il nemico comprenda una sorta di carta bianca militare.
In Iran l'esercito di Tel Aviv si è presentato subito uccidendo la Guida Suprema, generali dei Pasdaran, i guadiani della rivoluzione, bombardando raffinerie, case, caserme, ogni cosa potesse essere utile alla causa, con il beneplacito americano. Beneplacito che sembra non avere un ordine stabilito. Le minacce verbali di Trump non trovano riscontro nel passato né trova riscontro la capacità occidentale di inserirsi pacificamente i. medio Oriente, tantomeno in Iran (ai tempi dello Sciopero l'ingerenza britannica ed americana sfociò nella Rivoluzione degli ayatollah).
Ci sono quindi tre tipi di attori certi in questo scenario bellico con obiettivi diversi fra loro anche se non sempre sembra.
Se nel cielo di Teheran sta bruciando, e precipitando al suolo, petrolio, proprio dai cieli di Teheran partono i traccianti dei missili che hanno e lo stanno ancora facendo, coinvolto i paesi del Golfo, i paesi del basso Mediterraneo e minacciano la Turchia. Uno scenario che somiglia ad un tabellone del Risiko anche se non ci sono dadi, carte e possibilità di riparare ad eventuali errori. Teheran che ha nominato una nuova Guida Suprema, Khamenei figlio, attirandosi gli strali striduli di Trump ormai privato del compito di imporre una nuova Guida all'ex Persia.
Israele dal canto suo e' certo di poter chiudere entro cinque settimane la guerra e con essa i conti con presente e passato; la speranza e' che non si arrivi alla straziante situazione di Gaza dove le bombe ancora cadono, dove le macerie nonostante il Board ancora rimangono numerose. Se stabilità sarà non sarà pacifica.
Gli Usa hanno portato il caos in una regione del mondo caotica per sua natura, ricchissima e pericolosa al tempo stesso. In mezzo a quelle coordinate geografiche ci sono tanti destini che riguardano il mondo occidentale, la sua economia e il suo benessere. A volte a Washington e dintorni sembrano dimenticarlo, spinti da desiderio di egemonia e dalla ricerca spasmodica di nuove ricchezze (nell'aria rimangono ancora le famose terre rare ucraine pare promesse da Zelensky a Donald Trump in cambio della fine della guerra con la Russia).
In un contesto del genere nell'ombra rimane il Dragone cinese che lavora in silenzio e senza proclami per allargare ulteriormente la sua sfera di influenza (non scordiamo l'affaire Taiwan che il mondo sembra essersi scordato) e l'Orso russo con il sorriso sardonico di Vladimir Putin che continua a bombardare l'Ucraina secondo il programma bellico previsto dall'Operazione Speciale iniziata il 24 febbraio 2022. Non solo.
A breve inizierà, ricomincerà a vendere petrolio all'Europa come un novello salvatore dell'Unione, nonostante sanzioni ed embraghi presunti o reali.
Curiosamente sia il Venezuela che l'Iran sono, erano forse, alleati o nella sfera di influenza della Russia.
Ci sarà prima dell'estate una resa dei conti globale? Una pace duratura e veritiera?
Lo scorso anno tante speranze di pace a Gaza e Kiev erano riposto nella Pasqua; nel 2026 a Pasqua mancano pochi giorni (domenica 5 aprile).


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