Confesso che davvero non ci capisco nulla di spazio, astrofisica, anni luce ed affini. Tutta la conoscenza dell'argomento che ho è racchiusa nello spazio di tempo che va da "2001: odissea nello spazio" ed "Interstellar" ma forse l'attrazione è più per le musiche che per l'argomento in sé.
Viaggi spaziali quindi. Una ripresa dell'attività alla ricerca di nuovi spazi, territori, terreni perché no, un pianeta alternativo al nostro. Il ritorno al nostro satellite, quella Luna ormai onnipresente su giornali e social.
Un ritorno agli anni '70 con voli spaziali sempre più continui e il sogno di mettere piede un giorno su Marte.
L'oggi parla di un volo chiamato Artemis II che nelle primissime ore del 3 aprile 2026 lascerà l'orbita terrestre per puntare diritto alla luna. Sarà un viaggio diretto verso lo spazio profondo, più lontano di tutti quelli compiuti fino ad oggi. Lunedì di Pasquetta, 6 aprile 2026 è previsto il volo attorno alla Luna, occasione questa per toccare quelle distanze mai raggiunte prima dall'uomo. Sarà un volo di studio, il primo di quella che pare essere una nuova era di voli nello spazio.
E in questa nuova versione di corsa alla conquista dello spazio ci sono equipaggi di nazionalità miste (e non è la prima volta che nello spazio convivono uomini e donne che nella Terra sono in aperto contrasto e conflitto); oggi è il caso del primo equipaggio con un astronauta di quattro afroamericano (le astronauta fortunatamente vanno una realtà consolidata già da tempo), poi sarà la volta anche del primo italiano diretto sulla Luna. Sarà appunto il viaggio più distante se mi si passa la frase.
Dopo il breve, per ora almeno, periodo dei voli privati con astronavi usate come bus spaziali si torna al volo come ricerca, come scienza, probabilmente come ricerca di una soluzione alternativa al nostro pianeta che sta soffrendo oltremodo il trattamento riservatogli dall'uomo.
Sarà interessante capire cosa ha portato in termini scientifici questo viaggio verso la Luna e lo spazio più profondo perché in fondo forse qualche speranza da lontano per salvare il pianeta c'è e la possiamo replicare. Chissà.
Dal momento del lancio in Florida presso il Johnson Space Center all'ammaraggio nell'Oceano Pacifico previsto per il giorno 10 aprile 2026 saranno trascorsi dieci giorni.
Un lasso di tempo un cui almeno una volta tutti avremo guardato verso il cielo chiedendoci com'è il nostro paese visto dall'alto.
Come sempre c'è chi ci crede e chi no, liberissimi tutti di avere la propria idea nel rispetto di quella degli altri.
Personalmente spero sempre tutto riesca per il meglio e mi ascolto attraverso gli auricolari le note ricamate nello spazio profondo da Hans Zimmer.
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