Approach

Reggio Emilia è la città del Tricolore nato e reso pubblico il 7 gennaio 1797 ispirato ai colori della Repubblica Cispadana, una delle repubbliche ispirate allo stato francese sorte nell'Europa settentrionale dopo la Rivoluzione Francese. Non fu totalmente indipendente ma seppe darsi una organizzazione politica, militare e ad emanare una propria Costituzione. E ovviamente ebbe un proprio vessillo, il Tricolore che ancora oggi sventola dai pennoni italiani.

E' anche la città che nel secondo dopoguerra per merito del pedagogista Loris Malaguzzi da Correggio insieme ad altre persone comuni creò il primo asilo autogestito, con il bambino e i suoi diritti. Un'idea che anni dopo per rispondere alle richieste delle mamme operaie diede vita al primo asilo nido italiano.

Negli anni successivi quell'idea di educazione infantile dai 0 ai 6 anni con il bambino al centro del sistema è diventata famosa nel mondo con il nome di Reggio Emilia Approach: il bambino è una persona competente, capace di costruire la propria base di conoscenza, curiosità e attività. Oltre a questo aspetto l'idea di Malaguzzi approfondisce le potenzialità espressive, cognitive e creative dei bambini e l'apprendimento relazionale, ovvero l'apprendimento in connessione fra il bambino stesso, gli educatori e le famiglie.

Il Reggio Emilia Approach è quindi un'eccellenza italiana, quello che solitamente ci fa sentire orgogliosi; un sistema che negli anni è stato vissuto, testato, accolto con entusiasmo, con successo soprattutto. Tanto da essere esportato all'estero, copiato se vogliamo essere sinceri.

Perchè il 14 maggio 2026 parlare del dottor Malaguzzi, di Reggio Emilia e di asilo nido? Soprattutto, e questa è un'altra grande domanda, quanti conoscono il Reggio Emilia Approach? Pochi, pochissimi ad essere sinceri eppure è un nostro vanto nazionale.

Se ne parla per merito della Principessa del Galles, si non c'è errore, propria quella Kate. Kate in visita di "istruzione"; la fondatrice del Royal Foundation Centre for Early Childhood dopo gli anni di assenza dalla scena pubblica ha scelto l'Italia, Reggio Emilia per ricominciare. Ricominciare da quell'infanzia che per la Principessa del Galles è più che una passione regale, è impegno sociale, progetto sul quale basare il futuro più prossimo. Lo fa guardando a casa nostra, in Italia.

Se il metodo del dottor Malaguzzi è qualcosa di eccellente perchè poi la nostra istruzione pubblica si perde per strada, si involve anzichè evolvere? Dove sta l'errore? Non certo nel corpo insegnante, nel personale che assiste insegnanti ed alunni quanto piuttosto "più su", a monte.

A monte ovvero in sede ministeriale, che sia quello specifico dell'Istruzione o quello dell'Economia. Il problema sta nel sistema che siamo stati capace di rivoltare, peggiorare nel corso degli anni. Una istruzione pubblica in cui manca personale, quello che c'è è poco pagato, sottopagato, precario per una intera vita professionale. Una istruzione pubblica in cui è la famiglia dell'alunno che deve produrre i materiali necessari all'istruzione, che si tratti di una risma di carta o di fazzoletti di carta, di cancelleria o carta igienica. Una situazione tragicomica che però illustra bene quanto dai giorni in cui Luigi Malaguzzi da Correggio ebbe l'idea di mettere al centro del sistema il bambino abbiamo saputo distruggere e perdere per strada anche se il sorriso di una principessa ci fa credere il contrario.







Commenti