Primavera all'ultimo chilometro

Primavera 2026 all'ultimo chilometro per usare un gergo ciclistico data la stagione sportiva.
Manca poco meno di un mese al solstizio d'estate, al cambio di stagione, alle ferie infine. Quindi tempo di ticket on line, cartacei, alberghi e b&b, affitti brevi.
Soprattutto arriva il momento dello svago, dello staccare la spina dai problemi quotidiani, al 99,9% legati all'ambiente lavorativo.
Quindi, ferie, tempo di cartoline da non fare viaggiare più ma da postare in uno dei tanti social favoriti per fare vedere a quante più persone possibili luoghi visti e vissuti.
Mentre il Giro d'Italia avanza e i chilometri pedalati accorciano l'arrivo penso al mare che mi aspettate all'atmosfera che ci aspetta; alla partenza, al gate, attorno a me.
Avanza questa primavera alternando giorni caldi a grandinate fredde e violente, giorni in cui il cielo è grigio di afa e i pantaloni corti non bastano più.
Però danno un po' di sollievo, minimo, anche se quando mi siedo al tavolo del bar per un ennesimo caffè e apro il giornale. Uno a caso perché uno solo, spesso di parte non credo vada bene. Ecco, quindi.
Penso al volo che decolla e che gli aeroporti stanno annunciando da mesi ormai che non c'è sufficiente kerosene per tutti i velivoli. Penso che sarebbe stato bello sdraiarsi al sole di Creta, Cipro ma che le stesse isole sono all'interno di un cerchio colorato in rosso sulle mappe del mondo. E sono all'interno di un cerchio rosso perché quella è la distanza massima che un missile lanciato dall'Iran può raggiungere. E il luogo che la stessa arma può colpire. E Creta e Cipro sono vicine a Gaza, Israele, Libano, tutte zone di guerra dove la guerra sembra l'unico mezzo concesso, da Israele ovviamente che azzera la Striscia di Gaza e ricomincia a colpire il sud del Libano, e a volte sembra proprio di essere tornati agli anni bui e neri della guerra civile.
Penso che dentro lo stesso cerchio rosso ma più a sud c'è uno stretto fino a pochi mesi sconosciuto, Hormuz, dal quale passa il petrolio verso Oriente.  Stretto che oggi e domani condizionerà ancora l'economia globale (il petrolio, la nafta, sono essenziali nell'industria agraria come fertilizzante e nel mondo del packaging, motivo per cui iniziano ad essere diffusi packaging in bianco e nero) aldilà delle tregue date alla stampa o realmente consegnate. Sullo stretto di Hormuz si gioca l'equilibrio mondiale dei prossimi mesi con gli emiri e gli sceicchi loro malgrado spettatori silenziosi e con le mani un po' legate per la sgangherata politica degli Usa del presidente Trump e del sodale israeliano Netanyahu.
C'è anche l'Iran in attesa in questa primavera 2026 all'ultimo chilometro. L'attesa è simile a quella di una preda braccata dal cacciatore e questa volte i cacciatori sono tanti.
Missili che scendono dal cielo e illuminano le notti ad oggi ne abbiamo in una buona parte del mondo a nord dell'Equatore, colpendo indistintamente obiettivi militari o civili o case, caseggiati, edificio popolati da civili, adulti e bambini.
È una primavera che esplode, calda, che prende fuoco.
Mentre la Russia bombarda l'Ucraina, l'Ucraina bombarda la Russia, missili cadono fuori traiettoria, ad esempio in Romania, l'Europa si incammina sempre di più verso l'ennesimo stallo politico, economico e militare. Già, proprio così. 
Ci sono bilanci, sforamenti, fondi del PNRR e poi? Poi ci sono governi, quello italiano certamente ma anche gli altri degli stati aderenti alla Unione Europea.
Apparentemente uniti ma in realtà disuniti, ognuno attento al proprio rapporto di interesse con una qualsiasi delle parti coinvolte in una qualsiasi delle guerre in corso. 
In attesa che lo stretto di Hormuz trovi la sua quadratura del cerchio nello scontro Trump-pasdaran (Guardiai della Repubblica e pure delle acque del golfo), che in Ucraina quel che rimane dell'Europa volenterosa e no aiuti russi ed ucraini a scrivere la parola fine, che Netanyahu si convince a cessare il fuoco a Gaza così come nel sud del Libano (ma alle porte lo aspetterebbe più di qualche guaio con la giustizia israeliana) la primavera sta per lasciare campo libero all'estate, al mare, alle spiagge, ai voli che si spera torneranno a decollare.

Commenti