Amore ed Odio

Come nelle migliori storie d'amore anche questa finisce proprio quando sembrava esserci riaccesa.
Una storia d'amore che come tutte le storie importanti esplode nel momento di crisi di una delle parti coinvolte.
Questa è anche una storia di cappellini rossi, cravatte rosse, ponti e pontiere da un continente all'altro, richieste di sostegno e ripicche come tra fidanzati ai primi giorni.
Non sempre però una delle due parti è disponibile al sostegno, alla condivisione, a volte come in tutte le storie si lascia trascinare; dall'amico francese, dall'amico tedesco, il lontano inglese. Altre volte sono le parole del collega, quello che vedi tutti i giorni a creare distacco.
Distacco che ha tolto il cappellino dalla testa, cambiato colore alle cravatte, aumentato il senso di disagio nell'essere a priori dalla parte del partner (non sempre è quella giusta). 
C'è però anche una parte che serba e ancora, si rifugia in linguaggi scurrili, miseri a volte e che reagisce sempre e solo di testa propria, sbagliando, sbagliando in maniera grave, eccessiva anche se rimane la convinzione di essere nel giusto.
I sentimenti e le attrazioni fanno giri immensi e tornano, anche in maniera inaspettata, non annunciata.
Succede sulle montagne di rivedersi fra amici e riallacciare il rapporto rimasto in sospeso fra le pagine della storia. 
E tornano i sorrisi dei primi giorni; fra i sorrisi suoi, dell'amico spagnolo, dell'amico francese e della nuova amica giapponese. E ci si trova allo stesso tavolo, si parla e si evitano le domande scomode, di chiedersi se la pianta in cucina è ancora viva, si sorride, si lascia che mille macchine fotografiche immortalino il momento. In fondo si è atteso a lungo un momento così.
Ritorna il sorriso, il sentore di aver ripreso in mano un discorso incompiuto.
Si sorride assieme pensando al domani, all'indomani, alle foto ed ai titoli sui giornali e si pensa che finalmente è la volta buona.
Ed invece...
Qualcosa si è rotto, della vecchia storia rimangono inalterate le ruggini, il carattere difficile, le vendette e le ripicche ed allora al telefono, dalla voce di altri apprendi che quello che è stato non sarà più, non potrà più esserlo. Che l'estate che sta per cominciare probabilmente dividerà inevitabilmente le strade di entrambi e si ripensa ancora all'indomani, ad altri titoli di giornale, congetture, suggestioni che accompagnano l'idea di essere lontani dal rapporto di un tempo.


Commenti