Giugno, giugno

Quando giugno arriva i pensieri si accavallano uno sull'altro, senza soluzione di continuità alcuna. E sono a più colori, naturalmente a più colori.
Giugno è un mese che porta con sé tensioni, cambiamenti, voglia di andare, non tornare, dubbi, amarezze, ricordi. E che ricordi.
A giugno terminano le scuole, se si è genitori è percepibile fra le mura domestiche e non la tensione di una materia o due da recuperare, una di quelle cose che influisce necessariamente sulla programmazione delle vacanze estive della famiglia oltre che dello studente. È una tensione che dura una settimana, dieci giorni al massimo ma che poi anni dopo farà sorridere, vada come vada. Nel momento però qualche goccia di sudore freddo la regala.
Giugno a scuole finite e chiuse è mese di vacanze, di prenotazioni, spiagge per lo più, mare. Ma anche lago e montagna perché ad un certo punto basta partire, uscire da casa e città e vivere 15 giorni almeno altrove. E perché?
Perché giugno quasi per tutti è mese di stipendio (fino a qui nulla di nuovo...) e anche di quattordicesima, mensilità aggiuntiva che quasi sicuramente non basterà per coprire ferie e scadenze ma che un po' di ristoro lo dà.
Ed è data che si aspetta con ansia, gioia quasi infantile. L'attesa diventa gioia, diventa una data da segnare in rosso e pazienza se dura il tempo di un respiro.
Giugno è mese particolare, porta alla fine della primavera e al solstizio d'estate, quasi tutti gli ultimi giorni di primavera regalano sole e caldo e acquazzoni violenti, pesanti.
Nel mio piccolo un mese difficile, reduce da un bimestre di cortisone ed allergia, storicamente ostile al caldo e amante del freddo vivo il mese con ferocia e cattiveria.
E poi ci aggiungo nel mio piccolo l'aspetto più intimo e familiare, l'aspetto che va oltre alla pubblica istruzione, all'aspetto economico del retail: i compleanni e le assenze che nel mio caso vanno di vari passo. 
Sono compleanni che per motivi diversi, per colpa anche mia, rappresentano due tipi di assenze. Assenze che oggi sono distanze enormi, incolmabili anche. Forse.
Ma sono due compleanni che mi tolgono sonno e serenità e che mi fanno sentire addosso il peso di qualche scelta sbagliata di troppo, qualche momento di smarrimento gestito male, una indolenza sbagliata.
Ecco, giugno è questo, tutto insieme. Tutto concentrato in pochi giorni.
Quelli più caldi.

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