L'aria del lunedì mattina è calda già alle 9; cerco un tavolino all'ombra dove fare colazione con calma.
Il tavolo c'è, sotto uno dei due lecci più vecchi del locale stesso.
Mi siedo e in un lasso di tempo brevissimo ordino e ricevo subito la mia ordinazione.
Osservo incuriosito il tavolo vicino; è occupato da quattro persone, giovani. Tre ragazze ed un ragazzo, insolitamente privi di piercing e tatuaggi, che si rinfrescano come possono con dei piccoli ventagli di Bamboo, ed osservando meglio joto che sono quelli che vendo io.
Stanno facendo anche loro come me colazione, come me stanno pensando ai loro problemi, perché ognuno ne ha e l'età è sempre relativa.
Parlano con una certa enfasi degli esami di maturità ormai prossimi, bello specifico l'unico ragazzo presenta esterna la propria avversità per La Divina Commedia e Dante salvo poi esplodere un una risata contagiosa.
Sorrido pure io, anche se non dovrei.
Parlano, discutono, mettono sullo stesso tavolo preoccupazioni e tazzine vuote.
È più o meno una versione attuale della mitica "notte prima degli esami", che volentieri o nolenti tutti abbiamo vissuto e ancora ci ricordiamo. Tensioni, paure, telefonate sul telefono fisso nel mio caso (a rischio salasso economico per altro), appunti letti ecriletti e strappati.
Dov'ero la mia notte prima degli esami?
Devo fare un salto al 1995, la sera del 6 luglio per l'esattezza. Esame orale il giorno 7, primo della lista. Perfetto.
Dov'ero quindi? A lavorare, al mare, bancone bar con terrazzino vista spiaggia e onde davanti che si infrangono lunghe sul frangiflutti.
Orario? Tanto, ecco la risposta giusta.
Campeggio Adac (l'automobil club tedesco), turisti tanti, sole pure, appunti ed evidenziatori lasciati sul montapanna.
Studio e spillo birre medie, studio e compongo una coppa gelato chiamata Nafta. Studio soprattutto e chiudo il locale, dormo in spiaggia, all'alba successiva prendo al solito panificio i bomboloni caldi e ricomincio. Tutte o quasi le sere perché ho 21 anni.
Tutte le sere tranne la sera del 6cluglio 1995.
Dormo nella solita brandina, nell'appartamento che condivido con un istruttore di nuoto e un maestro di vela.
Leggo fino a tardi gli appunti sporchi di panna e coca cola post mix e dormo poco perché ho un treno che parte alle 6 di mattina per portarmi a scuola.
Il tempo per la doccia c'è.
Certo la mattina dopo la notte prima degli esami non devo destare una grande impressione in chi mi guarda: maglia oversize grigia Reebok linea Shaq O'Neil, jeans, tagliati e pure male ad altezza ginocchio con una forbice trincia pollo e osceni sandali in corda Cult. A rivedermi oggi molto ma molto vintage.
L'esame lo ricordo con divertimento, un generale tutto il percorso scolastico. Sono uscito con il voto espresso in sessantesimi e quindi il mio 55 ha un certo valore.
Dopo l'emozione dell'esame, dei saluti a prof e bidelli, oggi collaboratori scolastici c'è stato il veloce rientro al camping per ricominciare il lavoro di ogni estate per tante estati prima e dopo.
Guardo il tavolo sorridere, liberi forse non del tutto dallo stress dell'esame ma pronti a sorridere ripensando al prima, al percorso fatto fino a qui.
Per me è ora di cominciare il turno e mentre pago penso alla prima notte dopo l'esame, libero finalmente.
E siccome di esami ne ho dati due diversi fra loro ecco i due volti di quel tempo.
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