Domenica sulla quarta corda

Ore 9:30 antimeridiane, accendo tutte le luci del negozio, accendo anche lo stereo, musica. Apro le porte smoccolando nel mio intimo per il bestiario umano che mi attende. Una creatura claudicante dai capelli indefiniti per massa e colore entra per prima. L'età può essere una a casa partendo dal tardo Medioevo fino ai giorni nostri. Il passo è un po' più che felpato, è strisciato, alternato al suono secco del bastone sul pavimento in gres.
Il secondo cliente segue la falsariga del primo ma si sposta senza deambulatore ostentando una discreta autonomia. Lo accompagna un coetaneo dallo sguardo perso, forse già oltre le mie vetrine, magari perso fra gli scaffali della libreria di fronte.
Corro in cassa e improvvisandomi Sam Neill in "Jurassic Park" giro la testa della collega in cassa verso quel bestiario così vario.
La musica copre le nostre risate avvolte in un filo di malinconia.
È domenica signori, domenica d'estate e di saldi, l'umanità che questa coincidenza sposterà verso città, vetrine, luminarie può regalare qualcosa degno di una puntata di "Quark".
Entra un agglomerato umano di nazionalità sconosciuta che rappresenta in realtà un melting pot degno di uno studio Istat: alti, bassi, uomini, donne, adulti, infanti, terza età, cani, passeggini, monopattini...tutto assieme come se l'area vendita fosse un'area destinata al campeggio. Aspetto di vedere uscire da uno dei tanti zaini picchetti e tele cerate. Il caldo segna qualche grado oltre i 32°, la t-shirt nera che indosso ha incollato alle mie scapole la stampa in pesante goffrato, bestemmio. La collega sorride ma suda, beve, si lamenta del caldo, del sole, delle domeniche estive coi negozi aperti; potremmo discutere dello scisma in atto nella Chiesa Cattolica, nella benzina che da questo primo weekend di Luglio è tornata ad aumentare e il taglio delle accise da parte del Governo è tornato nel cassetto ma preferiamo commentare neanche tanto tacitamente chi di volta in volta si palesa davanti a noi.
Batterie doppia A, tripla A, piccole, "quelle dell'altra volta...", certo. La penna che ho comperato sei anni fa esposta in "quella parete là", e le spezie maledizione, maledette spezie che non le teniamo più....provo ad indicare il nome del produttore ma è danese, il produttore, e il mio interlocutore un ottantenne autoctono. Per cinque minuti sembriamo Tognazzi e il custode del cimitero nella supercazzola di "Amici Miei" e l'ispettore cimiteriale. Rinuncio, sorrido, rinuncia anche il mio interlocutore e se ne va.
Ormai siamo in balia della domenica. Osservo il negozio, proprio tutta l'area vendita, fa caldo, è pieno, molto dei presenti ignorano l'acqua e i suoi molteplice usi. Ignorano credo anche saponi e profumi; resistono solo i balocchi ma olfattivamente parlando è un colpo pesante da superare.
Musica, stavolta ci starebbe qualcosa di diverso: l'"Aria sulla quarta corda". Si tratta del secondo movimento della Suite n. 3 in Re maggiore (BWV 1068), di Bach.
Ora è davvero "Quark" ma lo stesso non siamo in grado di spiegarci presenze, usi e costumi e nel mentre piccoli dinosauri metropolitani si muovono senza direzione per il negozio.

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