Luglio, col caldo che fa

La domenica d'estate succede.
Succede che Mosca avverta la Polonia e la sua sicurezza futura, che Trump attacchi nuovamente via meme nel proprio social la premier italiana Meloni che una foto, che il Papa nel cuore del Mar Mediterraneo attraversi la Porta d'Europa a Lampedusa, momento immortalato dalla stampa che subito ha assunto il significato di schiaffo morale a buona parte della politica italiana ed internazionale in un momento in cui che il termine "remigrazione" viene ripetuto spesso come un pessimo mantra.
Fra qualche giorno ad Ankara, in Turchia, si terrà un nuovo vertice Nato, uno dei tanti che si stanno susseguendo più o meno da quando gli Usa hanno detto la stessa Nato non serve più, che non sembra portino più a risultati tangibili ma piuttosto lasciano all'interno delle varie coalizioni strascischi di polemiche a volte infantili, a volte crudeli ed ottuse, misere.
In un weekend che ha provato, almeno in Italia, a rinfrescare il clima dal mondo occidentale arrivano nuovi proclami di guerra, grida di vendetta. Putin e la Russia che sembra staccarsi un po' dalle idee belligeranti del suo zar minacciano neanche tanto velatamente la Polonia, la sua sicurezza. La conseguenza ha forti conseguenze fin da subito sugli equilibri europei e mondiali. Equilibri che non possono non essere discussi ad Ankara.
Non possono passare inascoltate le urla iraniane si funerali fiume della Guida Suprema Khamenei, uccisa il primo giorno di guerra con Israele ed Usa. Non possono perché in fondo lo insegna la storia, recente e passata,quella stessa storia che nessuno sembra mai guardare.
Ankara sarà uno spartiacque a suo modo per il futuro più immediato della Nato, dell'Europa e per le guerre ancora un corso. 
Dopo il weekend quale può essere l'approccio corretto sia della nostra premier nuovamente schernita da Trump, di Zelensky la cui nazione è nuovamente sotto massiccio attacco missilistico russo? Ancora, Libano e Gaza quanto possono venire ancora ignorati?
La visita, le gesta e le parole di Papa Leone XIV a Lampedusa sapranno dar vita e seguito a quanto emotivamente smosso dai fermo immagine?
Ankara ha tutti i presupposti per diventare la partenza di qualcosa di nuovo, pacificato e definitivo nonostante meme, missili, grida di vendetta e soprusi.
Noi stiamo alla finestra, dentro giorni caldi, sperando che qualcosa accada. Come ogni sera prima di addormentarci da quattro anni a questa parte.

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